Installazione del sistema operativo – parte 1

Dato che ultimamente ho installato Ubuntu su due computer, penso di essere in grado di ricordare tutti i dettagli utili dell’operazione.

Innanzitutto vi introdurrò sulle partizioni.

Il disco fisso può essere diviso in più partizioni, ogni partizione fingerà di essere un disco fisso a sé stante. Il pregio di questo è che ogni partizione può avere il proprio file system.

Windows usa 2 file system: NTFS e FAT32. Su alcuni computer c’è una partizione nascosta per il ripristino, essa ha il file system di tipo FAT o FAT32.

Ubuntu usa diversi file system. Quelli principali sono EXT2, EXT3 ed EXT4. Di solito si usa EXT3, ma in particolari situazioni è preferibile usare EXT2 (per esempio sui netbook con il disco fisso di tipo SSD), e siamo all’inizio della migrazione verso EXT4.

Oltre a questi ci sono altri file system, che sono dedicati ad usi specifici, per esempio ce n’è uno ottimo per contenere file multimediali, un altro ottimo per la sicurezza dei dati, ma purtroppo non ne so molto ed è meglio che non ne parli (il detto dice: meglio star zitti e fare la figura dell’ignorante che dire stupidaggini e fare una figura di ***).

Andiamo avanti.

È preferibile suddividere il disco fisso in varie partizioni per installare Ubuntu.

Ci vuole una partizione per i dati del sistema operativo, al massimo 20 GB (io la ho di 10 GB e ne ho occupati solo 7, e ho installato un sacco di cose!). Poi serve una partizione dove inserire i dati del programma di boot, di 512 MB per essere generosi. Infine serve un ampia partizione per mettere tutti i nostri dati: documenti, immagini, video, musica e soprattutto tutte le impostazioni dei programmi installati sul computer. Così potremo cambiare sistema operativo e trovare le stesse impostazioni per i vari programmi, potremo trasferirci su un altro computer e conservare i dati di questa partizione, insomma è utilisssima.

La gestione delle partizioni la discuterò nella parte 2.

Per dire al sistema operativo cosa deve mettere dentro una partizione, bisogna impostare il punto di mount.

Ecco! Un’altra cosa difficile!!!

Invece no! A parte che è facile da capire, a noi utenti del punto di mount non ce ne frega proprio niente.

Il punto di mount indica il percorso (inteso come directory) che una partizione rappresenta. Tanto per iniziare tutto il sistema ha per directory principale / (proprio quel simbolo: lo slash). Quindi alla partizione che ho detto di essere al massimo 20 GB deve essere impostato come punto di mount /. Dentro la directory principale ci sono varie cartelle: tmp, opt, boot, home, usr, eccetera. La cartella home contiene i file di tutti gli utenti, e sarà quella che noi vogliamo salvare nella partizione gigante: impostiamo /home come punto di mount. In questo modo tutti i file e le sottocartelle della cartella home saranno contenuti in quella partizione.

Stesso discorso vale per la cartella boot, che contiene i file del sistema per avviare il computer. Essendo esso indipendente dal sistema operativo è molto importante tenerlo separato, anche perché poi sarà molto più facile correggere eventuali guasti del programma (sono rari, ma con Windows non si sa mai). Oltre a questo, avendo una partizione dedicata, all’avvio il braccio-testina del disco fisso non si muoverà molto, quindi ci sarà un piccolo guadagno di tempo. Questo significa: punto di mount /boot alla partizione da 512MB.

Ora passiamo ad un altro aspetto di linux, in generale. C’è bisogno di una partizione di solito grande quanto la RAM del computer, chiamata Swap. Dovrebbe servire per riversare i dati della RAM nel disco fisso se diventano troppi per la memoria centrale. Dico dovrebbe perché finora non l’ho mai vista in funzione sul mio computer, ma visto che è di solo 1 GB è meglio non correre rischi per così poco spazio (rischi perché non so cosa succede se non c’è, non so se ci siano pericoli ma se ci sono io non voglio correrli). La partizione di swap viene dichiarata al momento della sua creazione perché ha un file system specifico e non ha bisogno di punti di mount.

Quindi ora sapete che per installare Ubuntu bisogna mettere mani al disco fisso, ma non temete: i vostri dati non sono in pericolo, infatti con un programma potente potremo rimpicciolire la/le partizione/i dove è presente Windows senza che i dati contenuti vengano danneggiati.

Nella seconda parte spiegherò come si installa Ubuntu con wubi, poi in futuro spiegherò passo-passo la fase della vera installazione, quella in cui si mette mano al disco fisso.

Alla prossima!

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